Diego Ferrari

Centenario Grande Guerra

Diego Ferrari, nato a Morano il 14 febbraio 1888, avvocato, Sergente del 142° Fanteria, Reparto Salmerie, ritratto con alcuni commilitoni nel 1918.

Diego Ferrari e alcuni commilitoni, zona di guerra, 1918
Retro foto

Il Ferrari fu testimone della rivolta della Brigata Catanzaro, della quale annota nel suo diario di guerra quanto segue:

15 Luglio ’17

Si celebra la messa al campo. Poco dopo la ritirata alcuni militari del 141° emettono grida rabbiose e sparano colpi di fucile invitando la truppa del 142° a partecipare al movimento di rivolta. Il movimento si estende ed assume le forme di un conflitto a colpi di fucile e bombe a mano.

I rivoltosi si sono impadroniti di 6 mitragliatrici.

16 Luglio

Prima dell’alba cessa il conflitto. Vittime della rivolta 1 morto e 16 feriti. Il maggiore Betti cav. Antonio, contuso, e il tenente Boldrino sig Felice, morto.

D’ordine del colonnello di brigata Danise Cav. Adolfo, comandante della brigata Catanzaro n° 4 militari vengono passati per le armi e 12 della 6° compagnia. Si trasferisce il reggimento a Saciletto

Alampo Salvatore di Salvatore – Piedimonte Etneo
Cavaies Antonino di Antonio – Palermo
Cassalia Antonio di Salvatore – Catafor(i)o
Bellini GBattista di Girolamo – S. Andrea di S. Martino
Di Giorgio Pasquale di Antonio – Sacinaro
Di Mitri Nicola fu Antonio – Corigliano (Lecce)
Fabiano Giovanni fu Francesco – Corato
Gratteri Saverio fu Pasquale – Gerace Superiore
Gabriele Angelo fu Lazzaro – Galatina
La Barbera Vito di Mariano – Mezzojuso
Morello Angelo fu Francesco – Terranova
Pitirri Nunziato di Felice – Francavilla
Rondinella Paolo di Francesco – Tursi
Toma Luigi fu Nicola – Maglie
Viola Antonio di Giovanni – Sommatino

La rivolta della Brigata Catanzaro

Il Ferrari, per la sua fede politica socialista, era stato rifiutato al corso allievi ufficiali e fu arruolato come semplice soldato. Il Colonnello Gaetano Buelli, al comando del 142° Reggimento Fanteria dal 30 agosto al 6 ottobre 1915, ottenne la sua promozione a caporale (divenne poi sergente).

I contatti col colonnello si conservarono come testimonia una lettera ricevuta in risposta a una cartolina a due anni di distanza

Busalla, 11/06/1917

Carissimo Ferrari,
Col cuore commosso ho letto la sua graditissima cartolina.
Grazie infinite del suo affettuoso ricordo e di quello di tutti i miei cari a valorosi soldati.
Gloria al 142°, al mio caro Regg.to che ho avuto la fortuna e l’onore di portare per primo al battesimo del fuoco e che si è mostrato pari al compito difficile che doveva assolvere e vi è riuscito sempre vincitore in tutte le sue azioni.
Io li ricordo tutti i miei soldati. Giornalmente mi vengono alla mente i nomi più cari e Lei è fra i primi.
Quante cose vorrei dirle, quante notizie vorrei chiederle delle azioni compiute e dei nostri compagni d’armi.
Mi scriva ancora, mi dica qualche cosa di più. Mi parli del sergente Frasca, mio A. Maggiore, del T.te Borlerio. So che entrambi sono prigionieri. Mi parli del mio personale dello Stato Maggiore che cari e valorosi soldati!
Io di salute sto benissimo. Ho passato però un lungo periodo quasi completamente sordo tanto che in diverse visite fui dichiarato non più idoneo e nell’ultima passata in gennaio, l’Ispettorato di Sanità mi ha proposto per il collocamento a riposo. Continuando però le cure sono riuscito ad acquistare quasi completamente l’udito. Nel mese di marzo scorso ho presentato domanda al Ministero per essere rivisitato ma la domanda non poté essere accettata. Ho fatto mille impegni ma fino ad oggi non sono riuscito a nulla.
Io sento forte il bisogno di ritornare fra le cannonate, fra i miei vecchi soldati. Ho bisogno di faticare, di soffrire con loro e di giocarmi con loro allegramente la vita.
Ora sono chiamato quale Direttore dei campi d’istruzione delle truppe della Divisione di Genova per la classe 1899. Come al solito do tutto me stesso, la mia attività si è risvegliata, non conosco fatiche. Sicuro di dare vita a tutti e questo per poter mandare al fronte dei soldati istruiti, disciplinati e fiduciosi in se stessi.
Anche una speranza mi sorregge e mi da maggiore lena e cioè che i miei Superiori visto che a me non manca nulla per poter ancora compiere bene il mio dovere di soldato e di Comandante, vorranno essi stessi propormi per una nuova
visita. Se questo riesco ad ottenere ritenga Ferrari che io sarò al colmo della felicità, che potrebbe ancora maggiormente completarsi quando potessi riavere il mio 142° o almeno il reggimento fratello. Mi saluti e mi baci tutti quei soldati che si ricordano del loro colonnello

aff.mo col Buelli

La ricevuta della consegna di una mula all’infermeria dei cavalli da campo

Infermeria cavalli da campo

Si ringrazia il Prof. Giacinto Ferrari per aver messo a nostra disposizione i materiali del suo archivio privato